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ANIMALS TOUR

   
   Quando si pensa ai Pink Floyd, subito li si collega al loro più grande (o almeno quello che ha avuto più riconoscimento) lavoro: The Wall. Più che un album, un grande show, fatto di luci, scenografie spettacolari, animazioni, giganteschi burattini e altro ancora. Ma a pochi saranno ignoti Wish you were here, o l’immortale Dark side of the Moon. I fans più psichedelici ameranno Piper at the gates of dawn o Ummagumma. Ma, sebbene sia meno noto degli album appena nominati,  "Animals" possa a tutto diritto reclamare il suo posto di rilievo all’interno della discografia del gruppo britannico.

   Durante il tour che il gruppo tenne dopo la registrazione di questo album furono per la prima volta sperimentate quelle scenografie faraoniche che renderanno celebre The Wall. Infatti durante un’esibizione fu gonfiato e fatto volteggiare sul pubblico un enorme pallone a forma di maiale. I maiali sono alcuni degli animals protagonisti nei brani di questo album. Ogni pezzo ha il nome di un animale (dogs, pigs (three different ones), sheep), cui è associata una categoria di uomini, sottoposta a una satira feroce. L’esasperazione dei difetti e i violenti attacchi possono essere associati a quelli che caratterizzano il giambo greco arcaico e la commedia aristofanea. Ciò è vero in particolare nel brano Pigs.

   L’album, come avviene anche per Wish you were here, ha una struttura ad anello: l’ultima traccia (Pigs on the wing) ha lo stesso titolo e la stessa melodia della prima, ma parole diverse. In più, i primi due versi sono fatti più o meno con le stesse parole, ma il loro significato è opposto. Così nella track 1 abbiamo: “If you didn’t care what happens to me,/ and I didn’t care for you”; nella track 5 : “You know that I care what happens to you,/ and I know that you care for me”. La presenza o meno della reciproca protezione tra i due amanti ha conseguenze opposte: nel primo caso i due vivranno nel dolore, sotto una pioggia costante, oppressi dai pigs on the wing ( tutti i grotteschi personaggi che saranno presentati nelle tracce successive); nel secondo caso potranno avere a shelter from pigs on the wing (parole che chiudono l’album, con un chiaro messaggio di ottimismo). In questi due brani è dunque individuata nell’amore la via per sfuggire al male della società. Il loro diverso significato rispetto alle altre tracce, nettamente più violente, è marcato dal fatto che questi brani sono suonati in semplici e rassicuranti accordi di chitarra acustica, contro i toni alti, taglienti e distorti che caratterizzano il resto del CD.

   Segue il magistrale Dogs, tra i brani più lunghi dei Pink Floyd: 19 minuti di puro godimento! I dogs dedicano tutta la loro vita alla violenza, all’ipocrisia, al tradimento. Ma non è colpa loro, sono i loro “padroni” e l’ambiente in cui sono vissuti a costringerli ad agire in questo modo. Quando poi diventano vecchi e non servono più, possono solo ritirarsi nella loro solitudine finendo come”just another sad old man,/all alone and dying of cancer”. Ma non sono immuni ai sensi di colpa. Splendida è l’immagine utilizzata per descrivere questi ultimi: il sangue colpevole rallenta nelle loro vene fino a diventare pietra, pietra che li trascinerà nell’abisso: “And as the fear grows, the bad blood slows and turns to stone./And it’s too late to lose the weight you used to need to throw around./So have a good drown, as you go down, all alone, / dragged down by the stone.” A questo punto la parola stone è ripetuta come da un’eco, per divenire un suono cupo e lamentoso, che ben riproduce la caduta nell’abisso senza fine del dog.

   L’unica difesa che rimane al malcapitato è di mentire a se stesso, illudendosi di non essere il solo senza nessuno al mondo, poiché in realtà nobody has a real friend. Nella tirata finale, viene crudelmente rievocato il passato del dog che was born in a house full of pain; was fitted with collar and chain; was only a stranger at home; was found dead at the phone.

   Le strofe sono intervallate da splendidi a solo di chitarra elettrica, altamente distorti e taglienti come rasoi, tra i quali si inserisce in sottofondo abbaiare e guaire di cani.

     A Dogs segue Pigs (Three different ones), il pezzo dal testo più aggressivo (ma, forse, dalla musica meno piacevole). I pigs, come dice il titolo stesso, sono tre differenti personaggi. Essi, infimi e dai caratteri esasperati fino a sfociare nel grottesco, ricordano gli inquietanti protagonisti di The Wall: Pink, The Mother, The Wife, The Teachers, The Worm. La tendenza al grottesco caratterizza l’ultima fase della produzione pinkfloydiana, preceduta dalle filastrocche di Syd Barret e dai sereni e surreali pezzi, tra la psichedelica e l’orchestrale, dei primi anni settanta.

 
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